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energienove [ lentius, profundis, soavius... ...il blog di Oz ]
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 "Il pane per me stesso è una questione materiale.
Il pane per il mio vicino è una questione spirituale."

Nicolas Berdiaeff



 
 “Non si può amare a distanza restando fuori dalla mischia, senza sporcarsi le mani, ma soprattutto non si può amare senza condividere.”      
 Don Luigi Di Liegro       
 

            




" Gli apolitici hanno sempre torto: la loro apoliticità è partigiana; essi sono difensori dell'ordine costituito, sono una forza inerte che pesa a vantaggio del regime,degli interessi conservatori; i governi reazionari hanno sempre apprezzato la squisita utilità che viene loro offerta dagli apolitici."

 Piero Gobetti


Oz


14 agosto 2007


Pd, giovani e la sfida culturale

 

Il Pd, i giovani e la sfida del rinnovamento.

Siamo ormai nel vivo della campagna elettorale per le Primarie che determineranno la leadership e la composizione delle assemblee nazionali e regionali del Partito Democratico. Sui giornali, nonostante la pausa estiva, impazzano le polemiche tra i candidati e soprattutto le liti per l’organizzazione e la gestione del potere nei territori. C’è chi lamenta l’eccesso di velenosità tra i concorrenti e chi invece sottolinea i tentativi affannosi dei vecchi apparati dei due partiti di riprodursi e sopravvivere sotto nuove vesti nel Pd. C’è chi si fa prendere dalla voglia di gettare la spugna deluso per l’ennesima volta dall’incapacità di fare un vero salto di qualità. Si fa poi un gran parlare di giovani, di conflitto generazionale, del partito democratico come il partito del Futuro, della rivincita dei ragazzi degli anni ‘80…Si rischia, però, così di non cogliere il nocciolo del problema…

E’ vero, il Partito Democratico, come ha detto anche Enrico Letta, deve riuscire a coinvolgere un elettorato post-ideologico, cresciuto nel bene e nel male, più su le pagine de La Repubblica o sui testi di Rifkin e Stiglitz che non sui volumi di Gramsci o Maritain, ma questo non puo' significare rinunciare a priori alla sfida culturale...! Si tratta di molti di ragazzi e ragazze che, in modi e tempi diversi, hanno iniziato a fare politica con l’Ulivo, con il sogno di esser parte prima o poi di un grande partito riformatore, progressista che ponesse al centro dell’azione di governo i grandi temi della lotta alla Precarietà del Lavoro, dell’Ambiente, della Ricerca, delle Riforme. E per questo abbiamo volentieri messo da parte la ahimè reale realtà di correnti, poltrone, lotte intestine, per festeggiare quella che comunque era una conquista fino a qualche mese non affatto scontata, una vittoria costruita con perseveranza e tenacia.

Non credo, pero’, che il rinnovamento della Politica passi solo per un rinnovamento generazionale. Non basta nemmeno fare una campagna acquisti nei movimenti o nelle Ong, cedere al tentativo di cooptare pezzi di società civile. Se si vuole rinnovare e migliorare in profondità la Politica, il problema non è solo mettere giovani o donne nelle liste, il problema primario è far si che i giovani preferiscano la sfida culturale alle cordate personali. La fatica del progetto al fascino della visibilità. Restaurare il Primato della Politica e della Cultura. Solo in questo modo altri giovani si potranno riavvicinare e nuove energie potranno essere davvero messe a frutto nel partito e per il bene dell’Italia. Se l’appartenenza diventa un gruppo, una rete, prima che una riflessione culturale, si finisce per creare circuiti chiusi in cui i giovani non hanno la possibilità di togliere la ruggine ed il calcare del vecchio, ma rischiano semplicemente di essere incentivati a cercare la promozione personale, uno spicchio di visibilità, senza lasciar spazio all’affermazione di una progettualità politica. Senza la chance di esprimere e rappresentare quell’interesse di lungo periodo che su questioni centrali come la sostenibilità ambientale, la riduzione del debito pubblico, l’equità intergenerazionale, l’investimento in Ricerca deve essere il motore d’azione di una forza riformatrice.

In una battuta non abbiamo bisogno di giovani al potere, ma di un potere giovane, cioè di una struttura che non giri su se stessa , arroccata e sclerotizzata nei suoi apparati, ma sappia tornare a parlare e a coinvolgere attivamente le persone, coniugando competenza e passione, testa e cuore. Altro che anni ’80 in questo senso noi giovani abbiamo molto da imparare da ottantenni come Oscar Luigi Scalfaro.

Non possiamo rischiare di confondere il cambiamento con un restylining giovanilista, magari condito da derive radical-individualiste che poco hanno a che fare con il dna della sinistra italiana e del cristianesimo sociale. Un partito non nasce dall’immagine e dalla comunicazione né tanto meno dalla fame di “nuovo”. Non è certo un blog né un video su you-tube, né una camicia trendy… né tanto meno un cedimento ad un look un filo più pariolino…che faranno il partito democratico. Un partito è il frutto di una visione progettuale del cambiamento della società che dovrebbe avere la pretesa di guidare e non di inseguire un progetto politico. Ed è solo da una analisi dei problemi del paese e della società nel suo complesso che può nascere una proposta chiara, forte che non sia la semplice stampella di vecchi modelli o l’unione di due debolezze come qualcuno potrebbe suggerire.

Noi viviamo in un paese divorato dalle rendite e dai privilegi. Un paese che si lascia invecchiare senza il coraggio di investire nel suo futuro. Un paese, insomma, dove appare evidente la mancanza di un disegno progettuale che sappia guidare la transizione verso un nuovo modello di sviluppo. Un paese che oggi più che mai ha bisogno del contributo di un grande partito democratico che metta al centro della sua azione le riforme che da anni l’Italia aspetta: la revisione del sistema pensionistico, una seria e profonda riforma dell’Amministrazione Pubblica, una sostanziale riduzione dei costi della Politica, ma anche l’eliminazione delle storture del Capitalismo malato italiano, dove il completamento delle liberalizzazioni ed il rafforzamento di un’ effettiva concorrenza siano accompagnate da politiche serie contro la precarietà. L’Italia ha bisogno di giovani che abbiano la voglia ed il coraggio di cambiare davvero, di pensare al mondo che vogliamo tra 10-15 anni e non al posto che vogliamo ricoprire tra 3 mesi.

Una delle obiezioni che più spesso viene mossa al Pd riguarda l’assenza di una chiara identità culturale. Se è vero che le radici storiche del cattolicesimo democratico e della sinistra democratica così come le abbiamo conosciute nel secolo scorso sono superate nella società e nel tessuto culturale è altrettanto vero che vi è l’esigenza di dare nuova forza, carattere, tratto al Pd.

Credo che a noi giovani spetti il compito primario di rispondere a questa domanda. Perché se è vero che la struttura e l’organizzazione sono necessarie ed indispensabili, senza cultura e senza una visione di società non ci può essere quella Speranza e quell’entusiasmo che servono per dare nuova energia a questo paese e costruire un mondo almeno un po’ migliore di come l’abbiamo trovato…come in fondo dicevano sia Willy Brandt che Lord Baden Powell.




permalink | inviato da energienove il 14/8/2007 alle 10:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


8 luglio 2007


Se il messale è una bandiera...

scrive Enzo Bianchi in un bell'articolo oggi su Repubblica " il viaggio della barca della Chiesa non è ancora giunto al suo termine, e nessun porto può diventare una meta, ma solo un luogo di sosta e di transito: anche il messale di Pio V, anche il messale di Paolo VI...c'è ancora un altro domani anche per la forma della liturgia".
  .




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7 luglio 2007


So it goes...

Bene bene..mentre prosegue il nuovo progetto (Oz). Son di ritorno da Boston dove ho preso casa e dove mi trasferiro' definitivamente a partire dal 19 agosto...a dir la verità la breve visita oltre Oceano...dall'altra parte del Tevere...mi ha abbastanza gasato...a settembre faremo i conti con la dura realtà del first year...

Domani con il Format sul Grande Sasso d'Italia...che c'è bisogno di camminare, riflettere, pensare  e guardare tutto da un po' piu' in alto...

So it goes... come chiosa spesso con sarcasmo, ironia e  un po' di malinconia la mia nuova passione Kurt Vonnegut...So it goes...sic et simpliciter!


Foto Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga




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29 giugno 2007


da Boston

solo per dire...che siccome sono in atto molti cambiamenti ho deciso di raccontarli in forma nuova e diversa sul blog di Oz....




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21 giugno 2007


Walter

Lo sanno in molti...che io per Veltroni ho sempre nutrito una certa passione...anche lui è piu' un Richie che un Fonzie...e ho sempre ammirato la capacità di saper tener viva la passione, la speranza, quel minimo di idealità senza quale la Politica diventa spesso irrespirabile....

ora pero' è davvero il momento di tirar fuori le palle..scendere in campo e rilanciare il progetto del Pd...inutile dire che in questo momento solo Walter ce la puo' fare... a lui spetta il compito di ricreare il consenso ed entusiasmo attorno ad un progetto che puo' veramente dare una svolta a questo Paese.




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18 giugno 2007


Richie

Non so se sia per il colore dei capelli...che ci accomuna...

...ma Richie è stato sempre il mio mito...altro che Fonzie...





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10 giugno 2007


Strade principali e secondarie

"il nostro cuore batte per condurci verso le profondità, le insondabili profondità del Soffio Primordiale"...

Paul Klee, Conférence à Iena




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8 giugno 2007


A Barbiana il 26!

Il 26 giugno saranno 40 anni dalla morte di Don Lorenzo Milani. Io penso di fare un salto...







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7 giugno 2007


TPS

Che dire di Tps... Puntuale, limpido, Serio... ha messo in chiaro molte cose... davvero una delle poche certezze di questo governo....




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4 giugno 2007


visco-speciale

Della vicenda Visco-Speciale. una cosa mi sembra chiara...certi interessi son duri a morire...si leggano Scalfari di ieri e D'Avanzo oggi su Repubblica..la cosa davvero triste è come i media si prestino a questo gioco...e poi rimane sempre il dubbio che si voglia colpire visco per colpire uno dei pochi ma limpidi successi di questo governo...la lotta all'evasione fiscale...e quel tentativo di ridefinizione del tessuto civico del paese




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